In Questa Edizione:
Di Marie Sandland
Monster
La vincitrice dell'Oscar Charlize Theron è ingrassata di quasi 15 chili, ha indossato una protesi dentale e lenti a contatto marrone scuro per trasformarsi da stupenda ex fotomodella in Aileen Wuornos, non tanto stupenda serial killer condannata alla pena capitale nel 2002 da Jeb, fratello di George W. Bush. L'Oscar è, almeno questa volta, giustificato: Charlize Theron è una rivelazione nel suo primo ruolo da protagonista nel primo film della scrittrice/regista Patti Jenkins. Solitamente interprete dell'oggetto d'amore in film quali The Italian Job e Le Regole della Casa del Sidro, la Theron recita qui con un'intensità paragonabile a quella di Jessica Lange in Frances o addirittura di Robert De Niro in Toro Scatenato.La trama ricorda La Rabbia Giovane o Bonnie & Clide - una storia d'amore a sfondo omicida. Il film si concentra su un breve periodo della vita di Aileen Wuornos, vale a dire la serie di omicidi commessi tra 1989 e il 1990. L'infanzia tragica fatta di abusi sessuali e di prostituzione viene menzionata solo di sfuggita, il che è un peccato in quanto gli abusi subiti da bambina devono avere senza dubbio influenzato il comportamento adulto e la mente della protagonista. Non vengono citati la madre che la abbandonò, il nonno che abusava di lei, e nemmeno il fatto che a 13 anni Aileen vivesse allo stato brado nei boschi prima di darsi alla prostituzione. La dinamica del film si concentra sulla relazione tra la protagonista e Selby (Christina Ricci), una giovane lesbica di famiglia cristiana fondamentalista che tenta di venire a patti con la propria omosessualità. In realtà il vero nome dell'amante della Wuornos è Tyria Moore, ma è risaputo che la Moore, persona particolarmente litigiosa, ha avviato contenziosi legali con quasi tutti i registi di precedenti film ispirati alla storia di Aileen. Per questo motivo i nomi di tutti i protagonisti di Monster (ad eccezione di quello della Wuornos stessa) sono stati cambiati. Il film comincia con l'incontro tra Aileen e Selby in un gay bar della Florida. Nonostante la Wournos sostenga di non essere omosessuale, lei e Selby si innamorano immediatamente. Le prime scene sono davvero toccanti: Eileen si comporta come un galante corteggiatore che farebbe qualsiasi cosa per proteggere l'unica persona che le abbia dimostrato un po' d'affetto e di tenerezza. La Ricci è molto efficace nella parte della fragile Selby dagli occhi da cerbiatta, le cui fattezze infantili nascondono una forte tendenza alla manipolazione.
Il titolo del film è in un certo senso ironico: si riferisce alla ruota del luna park dell'adolescenza di Aileen, un momento di fugace felicità in una giovinezza altrimenti tragica. La regista Patti Jenkins sottolinea che la Wuornos non è un mostro bensì un essere umano gravemente ferito che nella vita non ha mai avuto una chance. Questo è assai evidente in quelle scene del film in cui Aileen tenta di rinunciare alla prostituzione per trovare un lavoro come si deve, scene che racchiudono in se' note di humor nero e di infinita tristezza allo stesso tempo.
La visione di Patti Jenkins dei crimini di Aileen è comprensiva e ciononostante equilibrata - vediamo come la protagonista viene brutalmente violentata dalla sua prima vittima all'inizio del film ma vediamo anche uomini innocenti pregare per la propria vita. Il motivo che spinge Aileen ad uccidere rimane ambiguo: denaro per condurre un'esistenza felice insieme a Selby o davvero la Wuornos era completamente consumata dall'odio per l'intero sesso maschile?
Monster non è un film che va incontro ai gusti di tutti. Non è un classico prodotto hollywoodiano, a volte è difficile da guardare, e chi si aspetta il solito film sui serial killer rimarrà probabilmente deluso. Avrei preferito vedere di più sui primi tempi della vita di Aileen Wuornos e sul suo processo, ma un film di sole due ore non può essere più dettagliato di tanto. Tuttavia Monster rimane uno studio di personalità interessante e che fa pensare nonché un promettente debutto da parte di Patti Jenkins.
*** Fine della recensione ***

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