Million dollar baby

Di Bill Quigley

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Million dollar baby

Million dollar baby

Un paio di giorni fa ero in un bar con degli amici, quando abbiamo cominciato a parlare di film, come succede di solito ad un certo punto della serata. Abbiamo iniziato a nominare degli attori e a pensare quanti film ci potevamo ricordare in cui avessero recitato. Tra gli attori che abbiamo nominato, il più memorabile è stato Clint Eastwood. Questo processo un po’ casuale indica che anche se Clint non ha recitato in molti più film di altri attori, di sicuro è comparso in un numero molto più alto di film memorabili rispetto alla maggior parte dei suoi colleghi.

Con la sua ultima avventura, Million dollar baby, ce l’ha fatta di nuovo. Million dollar baby, è tratto dall’omonimo racconto che fa parte di un libro di storie basate sul pugilato, Rope Burns – stories from the corner [Lo sfidante, edito da Garzanti] di F.X. O’Toole. La storia narra la relazione tra la giovane Maggie Fitzgerald (Hilary Swank) spinta dall’ambizione di diventare campione del mondo, e Frankie Dunn (Eastwood) un vecchio allenatore cinico che di malavoglia decide di prendere la Fitzgerald sotto la sua ala. Ma questo non è un film sul pugilato; non aspettatevi quindi di vedere un altro Quando eravamo re (When we were kings); è invece la storia di due persone, ambientata nel mondo del pugilato.

Nel film recita anche Morgan Freeman nei panni di Scrap, un ex pugile che adesso manda avanti la palestra di Frankie. Freeman ha un ruolo simile a quello che aveva avuto in Le ali della libertà, un personaggio che ha vissuto una vita difficile e che sopravvive per raccontarci le sue esperienze. Non sorprende il fatto che Freeman reciterà nei panni di Nelson Mandela nel film tratto dall’autobiografia dello stesso, Long Walk to Freedom. Freeman porta una certa solennità ed autorità al suo ruolo (“gravito verso la solennità” ha affermato una volta) e descrive il suo personaggio come una persona tollerante e obbiettiva. Una interpretazione completamente riuscita che gli guadagna la nomination come Miglior Attore Non Protagonista agli Oscar di quest’anno [2005].

Anche Hilary Swank è stata nominata come Migliore Attrice Protagonista. La Swank ha dimostrato il massimo impegno per questo ruolo ed è stata descritta da Freeman come una “donna dura” e una “danzatrice che può anticipare ogni tua singola mossa”. Quando le chiesero di metter su 5 Kg di muscoli in 90 giorni, lei ne prese 8 Kg. Per seguire una dieta ingrassante a base di proteine, beveva olio di semi di lino, mangiava 12 albumi d’uovo in un solo colpo e si svegliava nel cuore della notte per bere frullati di proteine. Si allenava per due ore e mezzo al giorno e si esercitava con i pesi due ore al giorno, sei giorni su sette. Come il suo personaggio, nacque in un camping per roulotte del Nebraska e ovviamente ne condivide la determinazione. Come il suo personaggio, ha trovato qualcosa che la soddisfa. “Maggie ha una battuta nel film dove dice che per lei il pugilato è l’unica cosa che ama fare, io provo lo stesso per la recitazione”. Per il ruolo di Maggie Fitzgerald ha anche dovuto sviluppare una mentalità da pugile. Ci racconta che durante i primi allenamenti chiedeva scusa all’avversario se lo colpiva, ma dopo una serie di richiami feroci da parte del suo allenatore, smise di farlo, sviluppando un colpo spietato che è essenziale nel pugilato professionale. La sua interpretazione è strepitosa, delicata e dura allo stesso momento. Potrebbe non ricevere l’Oscar quest’anno ma sarebbe uno shock se si ritirasse dalle scene in futuro con una sola statuetta a dimostrazione dei suoi sacrifici [N.d.T.: Hilary Swank ha poi vinto l’Oscar nel febbraio 2005].

Oltre alla candidatura per Miglior Regista, Eastwood ha anche quella per Miglior Attore. Per Eastwood questa è una interpretazione tipicamente discreta, per un uomo il cui stile minimalista ricorda quello di Steve McQueen. Quest’ultimo era noto per evitare di fare discorsi elaborati perché credeva che un’espressione facciale, un’alzata di spalle o il semplice silenzio potessero comunicare di più. Sembra che anche Clint Eastwood sia un altro celebre sostenitore della teoria che dice che il 70% della comunicazione è non verbale.

Eastwood ha inoltre composto la musica per Million Dollar Baby, come aveva fatto per due dei suoi più famosi lavori come regista, Mystic River e Gli Spietati. La musica del film è coerente con il suo stile di recitazione e con le altre sue composizioni. Non ci sono fanfare tonanti o pezzi orchestrali trionfanti, ma solo una semplice sequenza al pianoforte che sottolinea gli episodi chiave del film invece di dominarli.

Tutto sommato quindi, Million Dollar Baby è un bel film, che vale gli 8 euro del biglietto. E’ recitato superbamente e diretto con un minimo di intrusione e di scalpore, senza però mancare di accuratezza. Si ha l’impressione che gli attori si siano completamente immersi nella loro parte e che addirittura diventino i loro personaggi per la durata delle riprese. Sarebbe sorprendente se in particolare Swank non venisse premiata per la sua impresa.

Clint Eastwood, dal canto suo, sembra generare soltanto commenti molto positivi. Per Morgan Freeman lavorare con lui è “una gioia”, “è come tornare a casa”. Hilary Swank lo descrive come un’”icona”, “una leggenda” e come “parte della storia del cinema”. E’ solo da sperare che questo particolare capitolo della storia non sia ancora finito.

*** Fine della recensione ***


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