Referendum per modificare la legge 40/2004 - La procreazione medicalmente assistita (pma) -fecondazione artificiale
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Dieci domande chiave sulla 40/2004 e i quattro quesiti referendari.

Di Laura Picci

Dieci  domande chiave sulla 40/2004 e i quattro quesiti referendari.

C’eravamo lasciati lo scorso settembre, aspettando i risultati della raccolta firme indetta dai Comitati promotori del referendum sulla legge 40/2004, la discussa normativa varata lo scorso anno per regolamentare la procreazione medicalmente assistita in Italia. Nel nostro precedente articolo su questo delicato tema, ‘Non ci resta che sperare nella cicogna’, Three Monkeys Online ha affrontato la tematica dell’infertilità, e cercato di offrire un quadro generale delle tecniche di procreazione assistita e delle implicazioni della legge che da marzo 2004 la regola. Nel frattempo, i Radicali sono riusciti a raccogliere e depositare in Cassazione oltre un milione di firme a sostegno di un referendum per abrogare l’intera legge, proposta bocciata dalla Corte Costituzionale lo scorso gennaio. La Consulta ha però giudicato ammissibili i quattro quesiti refendari proposti da un certo numero di Comitati promotori, con il sostegno sempre dei Radicali e di oltre 700'000 cittadini che hanno apposto la loro firma per chiedere che l’elettorato sia chiamato a decidere sugli aspetti più discutibili della normativa. I quattro questiti, come dicevo, hanno un intento abrogativo solo parziale e, poiché sono formulati in maniera molto tecnica (come sempre nel caso di referendum abrogativi parziali), vorrei qui tentare di esporre qui, sinteticamente, il loro contenuto.

Quesito numero 1

Chiede di abolire le restrizioni in materia di sperimentazione sugli embrioni, nello specifico di permetterne in primis la conservazione (mediante congelamento) e l’uso per la ricerca clinica e sperimentale con finalità terapeutiche e diagnostiche.

Quesito numero 2

Chiede di rimuovere le restrizioni che al momento permettono l’accesso alle tecniche di PMA solo a coppie con problemi di sterilità o infertilità accertata, rendendole pertanto usufruibili anche da parte, per esempio, di coppie portatrici di malattie ereditarie. Questo quesito chiede anche di eliminare il limite imposto dalla legge sul numero di embrioni che si possono cercare di ottenere ad ogni ciclo di PMA (tre, al momento) e l’obbligo ad un unico impianto, ancora una volta permettendo la crioconservazione degli embrioni ‘in eccesso’.

Quesito numero 3

In realtà è molto simile al quesito precedente, con l’aggiunta dell’abrogazione integrale dell’articolo 1, quello in cui la legge attribuisce al concepito lo status di ‘soggetto coinvolto’.

Quesito numero 4

L’ultimo quesito chiede di eliminare il divieto alla fecondazione di tipo eterologo (ovvero utilizzando gameti estranei alla coppia) e le relative norme di carattere amministrativo a carico di chi effettua tali interventi.

Il dibattito

Sebbene il Parlamento abbia impiegato energie e risorse, e tempi bilbici, ad approvare la 40/2004, è ormai opinione diffusa sia tra gli operatori del settore che tra i parlamentari stessi, che la legge, pur avendo imposto un certo ordine in materia di PMA, sia da rivedere. La vera spaccatura è tra quelli che la vorrebbero rivista in sede legislativa e quelli invece che in un certo senso non si fidano che il Parlamento rimetta effettivamente in discussione la legge e soprattutto temono che le eventuali modifiche non siano così radicali (perdonatemi il gioco di parole) come auspicato dal partito di Daniele Capezzone e dalle altre personalità che si sono adoperate per la raccolta delle firme e la campagna refendaria. Il fronte del NO comprende chi sostiene la validità della presente normativa sia chi, appunto, la vorrebbe modificata in Parlamento. O meglio, il fronte del NO quasi non esiste, poiché la maggiorparte di chi è contrario al referendum fà propaganda a favore dell’astensionismo, nel tentativo di invalidare la consultazione referendaria: mancando infatti il quorum del 50% più 1 degli aventi diritto al voto, il referendum sarebbe considerato nullo, e la legge resterebbe com’è, naturalmente senza che i due rami parlamentari abbiano l’obbligo di rimetterla in discussione.
Se da un lato sono tutti d’accordo che volere un figlio è un diritto indiscutibile e un istinto naturale per la nostra specie, il dibattito diventa subito ideologico quando si vanno a toccare temi quali la creazione di una vita in provetta, la salute della donna versus quella del concepito, la ricerca scientifica. La discussione in questo caso è più complicata e, come raramente accade in un Stato come il nostro in cui anche sulla Nutella si fanno tentativi di ‘appropriazione’ in termini di destra e di sinistra, la distinzione avviene più all’interno degli schieramenti politici piuttosto che fra di essi.

La discussione nelle ultime settimane si è ampliata e sui media sono apparsi interventi riguardo la metodologia della propaganda, in particolare a proposito dell’esortazione, da parte di alcuni esponenti di governo e della Chiesa cattolica, al non-voto. L’astensione da una consultazione referendaria è certamente legittima e in certi casi inevitabile, per esempio se ci si trova impossibilitati a raggiungere il seggio elettorale. Ma l’utilizzo dell’astensionismo piuttosto che di un voto contrario rischia di falsare le analisi post-voto, ovvero di aumentare il peso di quanti in Parlamento vogliono che la 40/2004 rimanga com’è, visto che in pratica questi ultimi potrebbero avvalersi del supporto involontario di chi invece non va a votare perché non può o perché si disinteressa del dibattito.

L’inchiesta

Three Monkeys Online ha voluto dare l’opportunità a vari esponenti della società civile e dei due schieramenti principali di dire la loro su dieci questioni che noi riteniamo di interesse pubblico e generale. Il contatto è stato effettuato lo stesso giorno tramite email e/o online tramite il sito web del ‘candidato’. A tutti è stato inviato il medesimo questionario. In caso di mancata conferma di ricezione di questa prima richiesta, abbiamo contattato le associazioni tramite fax o telefono.



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